Effetti a pedale per chitarra elettrica

PUBLISHED 05 Ago 2015 AUTHOR CATEGORY
HITS Letto 5620 volte MODIFIED Ultima modifica il Giovedì, 27 Aprile 2017 21:39

Il primo effetto a pedale per chitarra risale al 1962: si tratta del pedale Maestro Fuzz, divenuto famoso in quanto usato dai Rolling Stones nel riff di (I Can't Get No) Satisfaction. Da allora gli effetti a pedale hanno subito un'evoluzione incredibile, tanto che oggi sono disponibili sul mercato migliaia di brand e modelli. Con questo articolo cercherò di fare un pò di chiarezza, elencando le varie tipologie di effetti a pedale oggi disponibili e spiegandone il loro funzionamento.

Esistono diversi metodi di classificazione degli effetti a pedale per chitarra elettrica, ma sicuramente i più significativi sono due:

1. In base a come intervengono sul suono: alcuni effetti processano l’intero segnale dello strumento, restituendo quindi un suono completamente effettato. Altri dividono il segnale in due parti: una parte rimane inalterata (Dry), l’altra viene effettata; attraverso un controllo di mix è possibile stabile quanto segnale effettato aggiungere al segnale diretto dello strumento. E’ importante precisare che molti dei pedali che processano parte del segnale (soprattutto riverberi e delay) andrebbero collegati alla mandata Send-Return dell’ampli.

2. In base alla tipologia di effetto, cioè alla loro “area” di intervento:
+ Equalizzazione/Filtri (wah, auto-wah, envelope filter)
+ Dinamica (compressore, boost, noise-gate)
+ Overdrive and Distortion (overdrive, distortione, fuzz)
+ Pitch (octaver, octave divider, pitch shifter)
+ Modulazione (phaser, flanger, chorus)
+ Time-based (echo, delay, riverbero)

 

 


LA CATENA

La catena degli effetti rappresenta l’ordine in cui vengono disposti tra chitarra e amplificatore. Innanzi tutto è bene precisare che un effetto è “prima” quando più vicino alla chitarra, “dopo” quando più vicino all’ampli. Come regola generale occorre dire innanzi tutto che non esistono regole! La disposizione degli effetti è in molti casi soggettiva, in quanto mettendo alcuni pedali prima o dopo di altri si ottengono semplicemente sonorità differenti e mai sbagliate... quindi la sperimentazione è la prima regola da seguire. L’equalizzatore può essere messo prima o dopo l’overdrive, così come lo wah e il phaser, mentre gli effetti che agiscono sul ritardo come delay e riverbero di regola vanno collocati sempre in fondo alla catena. Quella illustrata di seguito è una catena che segue i miei gusti personali, ma altre soluzioni sono possibili.

 

La catena degli effetti per chitarra elettrica 

 

 


FREQUENCY/FILTERS

Questi effetti processano l'intero segnale proveniente dalla chitarra e restituiscono un segnale alterandone la frequenza, accentuando oppure attenuando una frequenza o un intervallo di frequenze. I più noti effetti per chitarra di questo tipo, sono lo Wah e l'Equalizzatore grafico.

 

WAH

Ideato negli anni ‘60, questo pedale ha una struttura molto simile al pedale del volume. La parte superiore è mobile e controlla un potenziometro interno che funziona in maniera simile al tono della chitarra, con la sostanziale differenza che agisce contemporaneamente sulle alte e basse frequenze. L’effetto viene inserito da uno switch che si aziona premendo con il piede (con una certa decisione) la parte mobile superiore a fine corsa. Ogni wah ha un suo suono particolare, in quanto può intervenire su frequenze leggermente diverse.
Per capire come agisce il potenziometro collegato alla parte mobile, guarda lo schema qua sotto:

 

Le frequenze di intervento di uno wah

 

Un pò come per tutti i pedali, esistono in commercio una moltitudine di Wah di ottima fattura e dalle caratteristiche timbriche eccezionali.
I due modelli qua sotto rappresentano i classici

I modelli di Wah più noti

 

Esistono inoltre pedali che riproducono l’effetto Wah ciclicamente, in maniera automatica e senza il controllo diretto con il piede, ma che reagiscono dinamicamente aprendo e chiudendo i filtri seguendo la dinamica, cioè la "forza" con cui si suona: sono gli Envelope-Filters e gli Auto-Wah e sono usati soprattutto per le ritmiche.

 

 

EQUALIZZATORE

L’equalizzatore ha lo scopo di correggere la timbrica della chitarra agendo direttamente sulle frequenze. Esistono diversi tipi di eq: parametrico, semi-parametrico e grafico. Gli equalizzatori a pedale per chitarra sono generalmente grafici: piccoli potenziometri o faders sono associati ognuno ad una frequenza diversa, che può essere amplificata o attenuata per correggere o comunque alterare le caratteristiche timbriche dello strumento.
L’eq può essere utilizzato per raggiungere scopi differenti e può essere posto prima o dopo l’overdrive, ottenendo sfumature timbriche diverse. Può essere impiegato nel caso utilizzassimo due chitarre con caratteristiche timbriche molto differenti sullo stesso ampli (per es. Fender Stratocaster e Gibson Les Paul) per correggere la timbrica di una delle due chitarre. Oppure può essere utilizzato per dare presenza alle parti di solo, enfatizzando certe frequenze (generalmente quelle più alte). Oppure sempre attivato per correggere il suono base dell’ ampli.

 

I controlli di un equalizzatore grafico

I controlli di un eq a 10 bande
Ad ogni controllo è assegnata una frequenza.
Nella posizione centrale non vi è alcun intervento.
Spingendo un controllo verso l’alto si ha un incremento di una certa frequenza (in dB), mentre verso il basso abbiamo un taglio della stessa frequenza.

 

 

 

 

 

 


DINAMICA

Gli effetti di dinamica processano l'intero segnale proveniente dalla chitarra modificando in qualche modo il volume dello strumento. I pedali di dinamica più utilizzati e di cui analizzeremo le caratteristiche specifiche, sono il Boost o Booster, il Compressore ed il Noise Gate.

 

 

BOOST o BOOSTER

 

CONTROLLI

I controlli di un pedale boost

 

Serve ad aumentare il segnale della chitarra prima che raggiunga l’ampli, senza peraltro aggiungere alcun effetto particolare come distorsione o fuzz.
Molti chitarristi utilizzano il Boost per “pompare” l’ampli valvolare, per esempio durante il solo.
Alcuni Booster sono stati specificatamente progettati per enfatizzare certe frequenze.

 

 

 

COMPRESSORE

 

CONTROLLI

I controlli di un compressore per chitarra

 

Il compressore è un effetto che agisce sulla dinamica della chitarra, rendendo le note forti più deboli e quelle deboli più forti. Rende quindi il suono più compatto ed omogeneo ed incrementa il sustain: funziona come se qualcuno controllasse il volume dello strumento, abbassandolo nell’istante in cui plettriamo una corda e alzandolo progressivamente quando il suono tende a sparire.
Viene molto utilizzato nelle ritmiche funk per favorire lo stesso volume sia quando suoniamo gli accordi, sia quando suoniamo gli stoppati e le dead notes.
Ma è indicato anche su suoni distorti per mantenere il suono costante ed aumentare il sustain.
Un abuso del compressore può risultare compromettente, in quanto troppa compressione limita la dinamica e rende lo strumento poco espressivo. Inoltre, dal momento che aumenta di livello le parti più deboli, aumenta anche tutti i disturbi presenti nel segnale innalzando dunque il rumore di fondo.

 

 

 

NOISE-GATE

 

CONTROLLI

I controlli di un noise gate per chitarra

 

Chiamato anche Noise-Suppressor o riduttore di rumore, questo effetto lavora all’opposto di un compressore ed è importante ai fini della pulizia del segnale audio che, passando attraverso effetti, cavi e amplificatore, raccoglie tutti i disturbi di natura elettrica che si trasformano in ronzii e rumore di fondo. Questi disturbi vengono notevolmente amplificati da effetti come il distorsore e il compressore, che, in alcuni casi, rendono il rumore di fondo insopportabile.
Il Noise-Gate chiude il segnale audio al di sotto di una certa soglia, lavora cioè sul segnale chiudendolo lentamente nel momento il cui la nota suonata tende a scomparire.
Occorre prestare molta attenzione alla sua regolazione in quanto deve intervenire per abbattere soltanto il disturbo senza compromettere il suono dello strumento.

 

 


OVERDRIVE, DISTORSORE & FUZZ

Questi effetti a pedale processano l'intero segnale proveniente dallo strumento. Spesso Overdrive e Distorsore vengono confusi tra di loro: in realtà, pur presentando alcune caratteristiche simili, sono due effetti molto differenti come viene spiegato di seguito.

 

 

OVERDRIVE

 

CONTROLLI

I controlli di un pedale overdrive per chitarra

 

Proprio come descrive il nome, questo pedale ha lo scopo di replicare il suono di un ampli valvolare in saturazione, situazione che si verifica quando alziamo notevolmente il suo volume.
L’Overdrive nasce intorno alla fine degli anni ‘70 per andare incontro alle esigenze di quei chitarristi che si trovavano in difficoltà a spingere il volume dell’amplificatore, per ottenere naturalmente dalle valvole questo effetto (suonando per esempio in piccoli club).
Il primo modello fu l’Ibanez TS808 seguito dal TS9, che ha caratterizzato il suono di molti grandi chitarristi, tra i quali Stevie Ray Vaughan e Eric Johnson.
Caratteristica fondamentale di un buon Overdrive è la sua trasparenza, cioè la capacità di simulare la saturazione dell’amplificatore senza alterarne le caratteristiche timbriche o colorare in qualche modo il suono.

 

 

DISTORSORE

 

CONTROLLI: sono generalmente gli stessi dell’Overdrive, il label DRIVE viene sostituito con DISTORTION.

 

E’ in pratica un Overdrive molto più spinto, che raggiunge livelli di saturazione molto più elevati (Hi-Gain) rispetto al classico Overdrive. In più, interviene anche sul timbro con un equalizzatore che tende a “scavare” la timbrica (ad enfatizzare cioè le basse e alte frequenze a discapito delle medie) e con una certa quantità di compressione che aumenta il sustain.
Proprio per l’interazione di questi parametri, ogni distorsore ha un suo suono particolare.

 

 

 

FUZZ

 

CONTROLLI

I controlli di un pedale Fuzz

  

Il Fuzz è sicuramente il predecessore del più moderno Distorsore e la sua ideazione risale agli anni ‘60.
Aveva lo scopo di imitare il suono di un sax o meglio di una sezione di fiati. Si dice che il riff di Satisfaction (uno dei primi esempi di utilizzo del Fuzz) fu registrato da Keith Richards su una traccia guida per una sezione di fiati. Per l’occasione venne usato un Maestro Fuzz-Tone, uno dei primi Fuzz che precedette il leggendario Dallas-Arbiter Fuzz Face usato da Hendrix per gran parte dei suoi solo.
Il suono del Fuzz è rotondo, caldo, ricco di sustain e soprattutto fuzzy (cioè crespo e confuso).
Negli anni ‘60 tale effetto era ottenuto con un circuito semplicissimo che ruota intorno alla combinazione di due transistor al germanio: ogni Fuzz aveva il suo suono ed i migliori erano quelli che rispondevano in maniera più dinamica al tocco e all’uso del volume.
Successivamente i transistor al germanio vennero sostituiti dai più moderni transistor al silicio che restituiscono una sonorità più dura e sgranata, meno calda e rotonda.

 

 

 


PITCH

Questo tipo di effetti a pedale in alcuni casi processano l'intero segnale dello strumento, in altri soltanto una parte che poi viene miscelata al suono originale della chitarra. Sono effetti che intervengono sul Pitch, cioè sull'intonazione.

 

OCTAVE o OCTAVER

 

CONTROLLI

 

I controlli di un Octaver per chitarra

E’ un effetto che aggiunge al segnale originale un secondo segnale sintetizzato che riproduce la stessa nota ma un’ottava sopra o una o due ottave sotto. L’effetto si ottiene raddoppiando o dimezzando la frequenza originale.

 

 

 

PITCH SHIFTER

E’ un effetto digitale che aggiunge al segnale un secondo segnale ad un intervallo prestabilito in toni e semitoni, o lo sostituisce del tutto (come per esempio nel Whammy).

 

 


MODULAZIONE

 

Per capire come funzionano gli effetti di modulazione occore prima di tutto sapere che cosa è la fase e la controfase.
Il suono può essere rappresentato in un grafico come un onda sinusoidale ed il primo grafico qui sopra a sinistra, non è altro che la rappresentazione della frequenza, cioè il numero di oscillazioni al minuto prodotte da un corpo in vibrazione (Hertz). Osservando il secondo grafico, due onde identiche si dicono in fase quando le creste (i punti di massimo) e le valli (i punti di minimo) sono nella stessa posizione per entrambe le onde (A). La somma delle due onde in fase è un’onda identica ma di ampiezza doppia. Spostando la fase, cioè ritardando o anticipando uno dei due segnali in modo che creste e valli risultino non allineate, l’ampiezza risultante dalla somma delle due onde comincerà a diminuire fino ad arrivare al caso limite quanto le due onde sono in controfase (in sfasamento di 180°): alle creste di un’onda corrispondono le valli dell’altra e viceversa. Il risultato della somma delle due onde è l’annullamento dell’onda (B).

 

 

PHASER

 

CONTROLLI

I controlli di un Phaser per chitarra

 

Questo effetto (chiamato anche Phase-Shifter, cioè “spostatore” di fase) fu ideato alla fine degli anni ‘60 e funziona dividendo il segnale in due parti: una parte rimane invariata, l’altra passa attraverso dei all-pass filters che ciclicamente variano la fase di un range di frequenze. I due segnali vengono miscelati e quando sono in fase abbiamo il momento di massimo segnale, quando sono in controfase si cancellano azzerando l’output su certe frequenze. Variando continuamente le frequenze grazie ad un oscillatore LFO, otteniamo il tipico effetto di phasing.

 

 

 

FLANGER

 

CONTROLLI

I controlli di un Flanger per chitarra

 

In passato l’effetto di flanging veniva ottenuto registrando su due nastri lo stesso suono. Durante la riproduzione con i nastri perfettamente sincronizzati, il suono rimaneva invariato rispetto all’originale. Modificando di pochissimi millisecondi il ritardo o l’anticipo di un nastro rispetto ad un altro si otteneva il cosiddetto flanging.
Nel Flanger a pedale un oscillatore modifica di poco la fase tra i due segnali e poichè il ritardo/anticipo tra i due segnali viene fatto variare nel tempo, anche le frequenze tagliate/amplificate variano nel tempo. Il funzionamento è dunque simile al Phaser: ma nel flanging la variazione riguarda tutte le frequenze, mentre nel phaser riguarda soltanto un range di frequenze.

 

 

 

CHORUS

 

CONTROLLI

I controlli di un Chorus per chitarra

 

Serve ad arricchire il suono, dando l’illusione di ascoltare più chitarre che suonano la stessa parte.
Anche il Chorus divide il suono in due parti: una parte rimane inalterata, l’altra, grazie ad un oscillatore, è sottoposta ad un ritardo (delay) ed ad una lieve stonatura che variano nel tempo.
Cambiando il delay anche la frequenza del segnale varia leggermente (aumenta quando il tempo di delay diminuisce, diminuisce quando il tempo di delay aumenta).
La somma dei due segnali produce una serie di valli e creste lungo lo spettro sonoro che arricchiscono il suono.
Il miglior risultato lo otteniamo con il Chorus stereo, il quanto l’effetto passa ciclicamente dal canale left al canale right aumentando notevolmente la spazialità del suono.

 

 

 

TREMOLO & VIBRATO

Sono in realtà due effetti differenti spesso confusi tra di loro. Il Tremolo riguarda la variazione di volume di un suono nel tempo; è lo stesso effetto che otteniamo aprendo e chiudendo il volume della chitarra. Il Vibrato aggiunge al suono rapide fluttuazioni di intonazione, esattamente come l’effetto riprodotto con la mano sinistra oppure con l’utilizzo della leva.

 

Andy Paoli

Andy Paoli è diplomato ALCM in Chitarra Moderna presso la University of West London. Titolare e fondatore della scuola di musica Andy's Lab con sede a Livorno, svolge attività di insegnamento da oltre 20 anni in Italia e all'estero.

Sito web: plus.google.com/+AndyPaoli?rel=author Email Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.
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