Anatomia della Chitarra Elettrica

PUBLISHED 26 Lug 2015 AUTHOR CATEGORY
HITS Letto 19752 volte MODIFIED Ultima modifica il Giovedì, 27 Aprile 2017 21:40

La chitarra elettrica è una chitarra che utilizza uno o più pickups per convertire le vibrazioni delle corde in impulsi elettrici. Tali impulsi vengono inviati ad un amplificatore che rende il suono dello strumento udibile anche ad alti volumi.

La prima chitarra elettrica risale al 1931 e nasce per andare incontro alle esigenze di quei chitarristi che avevano la necessità di "farsi sentire" in mezzo a tutti gli altri strumenti di una big band. Da allora, con l'evoluzione musicale, la chitarra elettrica ha subito profondi cambiamenti e, oggi, abbiamo a disposizione una varietà incredibile di strumenti. Proprio per questo motivo, non è sempre facile orientarsi nella scelta dello strumento giusto. Con questo articolo cercherò di spiegare come funzionano le varie parti di una chitarra elettrica: dai legni utilizzati (e come questi influiscono sul suono) alle parti meccaniche ed elettriche.


Buona lettura!


Il Corpo (Body)

Sebbene la chitarra elettrica possa essere classificata secondo diversi parametri, quello più comune è senz'altro in base alla costruzione del corpo (body). Esistono fondamentalmente tre tipi di chitarra elettrica: Hollow Body, Semi-Hollow Body e Solid Body. Di seguito le principali differenze che esistono tra queste tipologie di strumento.

 

 

Hollow body

La chitarra hollow body, detta anche semi-acustica, è la naturale evoluzione della chitarra acustica e presenta la totalità del corpo vuota e le caratteristiche buche di espansione ad f come in altri strumenti a corda. Il suono è generalmente dolce e legnoso, molto adatto a generi quali il jazz e il blues, talvolta più brillante e presente come nei modelli Gretch utilizzati per il country e rockabilly. Nella maggior parte dei casi le chitarre hollow-body sono dette Archtop in quanto presentano il top del body (la parte superiore del corpo) arcuato come peraltro il bottom (la parte inferiore del corpo).

 

 

 

Semi-hollow body

Caratterizzate da uno spessore del corpo inferiore rispetto alle hollow-body, hanno la parte centrale in legno pieno e le due parti laterali vuote. In questo modo vengono attenuati i problemi di feedback causati dal un corpo totalmente vuoto. Molto spesso continuano ad avere i fori di espansione ad f tipici delle hollow-body. Il modello più famoso è la Gibson ES-335.

 

 

 

Solid body

Queste chitarre non hanno cassa di risonanza in quanto il corpo è in legno pieno, generalmente in uno o due pezzi accoppiati, che possono però diventare tre o più soprattutto nei modelli più economici. I due modelli solid body più famosi sono Fender Stratocaster e Gibson Les Paul che seguono due filosofie completamente differenti e alle quali si sono ispirate tutte le varie produzioni di altre marche nel corso degli anni.

 

 


La Scala

Un altro importante metodo di classificazione è in base alla scala, cioè alla lunghezza tra i due punti estremi di appoggio della corda (capotasto e ponte). Le due scale più note sono quelle adottate da Fender (25-1/2") e Gibson (24-3/4"). La scala più lunga della Fender produce un suono più forte e brillante con dei bassi molto definiti, quella più corta della Gibson comporta una tensione minore ed una sonorità più calda.

 

 

 


I Legni

Naturalmente il tipo e la qualità del legno (o della combinazione di legni diversi) determina le caratteristiche timbriche dello strumento. I fattori più importanti sono il peso e la densità: legni molto pesanti comportanto un sustain lungo e un suono molto chiaro e articolato (da preferire per i bassi elettrici), mentre legni molto leggeri tendono a suonare sporchi e poco definiti. Questi sono i legni più utilizzati per la costruzione di corpi:

Ontano (Alder)

E’ il legno più utilizzato da Fender, piuttosto leggero e compatto.
Suona molto bilanciato tra alti, medi e bassi.

 

Frassino (Ash)

Altro legno molto popolare per la costruzione di Fender.
Più pesante e duro dell’ontano, riproduce un suono più brillante.

 

Mogano (Mahogany)

E’ un legno piuttosto pesante caratterizzato da una sonorità molto calda con un buon sustain.
E’ il legno utilizzato da Gibson per la costruzione di solid body.

 

Acero (Maple)

E’ un legno molto duro, pesante e denso. Riproduce un suono molto chiaro e presente. Generalmente viene utilizzato per la costruzione di top da incollare ad altri tipi di legno, come nel caso della Gibson Les Paul dove un top di acero è incollato su un corpo in mogano.

 

Tiglio (Basswood)

E’ un legno piuttosto leggero e morbido con sonorità calde ed una buona risposta sulle medio frequenze. E’ il legno più utilizzato per la costruzione di corpi in Giappone, soprattutto per la disponibilità che c’è in Asia di questo legno.

 

Pioppo (Poplar)

Uno dei legni più morbidi e leggeri. E’ un’alternativa all’ontano in quanto presenta caratteristiche sonore simili.

 

 


Il Pickup

Il pickup è l’elemento microfonico della chitarra elettrica e serve a captare il suono proveniente dalle corde e trasmetterlo all’amplificatore, che quindi provvederà ad amplificarne il segnale per renderlo udibile. E’ costituito da una bobina, cioè un avvolgimento di sottilissimo filo di rame ricoperto da un strato di vernice isolante, avvolta intorno ad uno o più magneti. Quando la corda comincia a vibrare, disturba il flusso magnetico del magnete che crea una corrente alternata all’interno della bobina che lo avvolge. Questa corrente passa poi ai controlli dello strumento ed infine all’amplificatore attraverso il cavo di segnale.
I pickups si dividono in due grandi famiglie: Single coils e Humbuckers.

 

 

 

Single-Coils (Bobina Singola)

Nella sua forma più semplice il single coil consiste in sei magneti avvolti da una bobina di rame costituita da migliaia di avvolgimenti. Il suono di questo pickup è molto brillante e ricco di attacco e determina il tipico suono Fender (Stratocaster e Telecaster). L’aspetto negativo di questo tipo di pickup è che è molto sensibile a tutti i disturbi e le interferenze presenti nell’ambiente circostante (frequenze intorno ai 50Hz e 60Hz), caratteristica che rende questo pickup molto rumoroso.

 

 

 

Humbucker (Bobina Doppia)

Ideato negli anni 50, questo pickup è stato progettato per eliminare l’hum tipico del single coil. Nell’humbucker il magnete è una barra alloggiata nella parte inferiore del pickup con una parte (north pole) che tocca un set di sei poli e l’altra (south pole) che tocca un secondo set di sei poli. Uno dei due set presenta un avvolgimento inverso rispetto all’altro che, elettronicamente, cancella l’hum indesiderato che sarebbe riprodotto da un singolo avvolgimento come avviene appunto nel single coil. Il suono dell’humbucker è più pieno, più spinto ma meno brillante rispetto al single coil.

 

 

 

Parametri che determinano le sonorità di un Pickup

Le caratteristiche timbriche di un pickup dipendono da numerosi fattori, tra cui:

  • Materiale del magnete
    Può essere principalmente Alnico V oppure Ceramico. L’Alnico V (lega di alluminio, nichel e cobalto) rappresenta sicuramente lo standard, in quanto è più bilanciato tra le varie frequenze ed ha un output non eccessivo, a differenza del ceramico che risulta suonare molto brillante e spinto (adatto quindi per suoni molto saturi).
  • Sezione del filo e numero dei giri
    La sezione del rame ed il numero degli avvolgimenti determinano radicalmente le caratteristiche di un pickup. Una sezione più fine produce un suono più fine e tagliente, una sezione più grande produce un suono più pieno e corposo. Il numero degli avvolgimenti (sempre intorno alle migliaia) determina la potenza di uscita (output).
  • Altezza del pickup
    La regolazione dell’altezza di un pickup rispetto alle corde è un altro aspetto importante da valutare. In generale più vicino è il pickup alla corda, più alto sarà il volume di uscita, più acuti ma meno sustain in quanto l’azione magnetica tenderà a fermare la vibrazione della corda.

Le altre parti elettriche

Oltre ai Pickups, la chitarra elettrica presenta altre parti elettriche che ne permettono il funzionamento: dal jack che permette di collegare la chitarra all'amplicatore, ai potenziometri che rendono possibile la regolazione del volume di uscita e il tono dello strumento ed, infine, il selettore che permette di selezionare i pickups e di miscelarli tra loro.

 

 

 

Potenziometri (Pots)

I potenziometri regolano il volume ed i toni dello strumento. Il loro valore è la resistenza ed è espressa in ohm. Maggiore è il valore del potenziometro e maggiore è la quantità di frequenze alte riprodotte: per questo motivo generalmente viene utilizzato un valore più basso (250 K Ohm) per i single coil, pickup già brillanti per natura e più alto (500 K Ohm) per gli humbuckers che sono pickups più scuri e quindi necessitano di una maggiore compensazione sugli acuti.

 

 

 

Selettore (Switch)

Il selettore serve a selezionare il pickup o la combinazione di pickups da utilizzare. Può essere a tre vie (toggle switch Gibson e Fender Telecaster) quando i pickup sono due e le combinazioni tre (manico, manico + ponte, ponte), oppure a cinque vie (Fender Stratocaster) quando i pickups sono 3 e le combinazioni 5 (manico, manico + centrale, centrale, centrale + ponte, ponte).

 

 

 


IL PONTE (BRIDGE)

Il ponte rappresenta l’hardware sul corpo della chitarra attraverso il quale sono ancorate le corde. La distinzione fondamentale è tra ponte fisso (fixed bridge) e ponte tremolo (tremolo bridge).

 

 

 

Ponte fisso

Il ponte fisso è caratteristico delle chitarre hollow e semi-hollow body ma anche di molte solid body. E’ il sistema che garantisce la maggiore trasmissione delle vibrazioni delle corde sul corpo della chitarra. I ponti fissi più comuni sono:

 

 

 

Wrap-around

Di concezione molto semplice, il ponte è costituito da una barra metallica ancorata al body su due punti e le corde vengono montate al contrario girando poi intorno alla barra (da cui il nome wrap-around). Non è possibile la regolazione di ogni singola corda per intonazione e altezza.

 

 

 

Telecaster Ash Tray

Le corde passano il corpo da dietro, escono sul ponte attraverso dei fori presenti sulla placca metallica fino ad incontrare le sellette generalmente in ottone. Le sellette sono tre, ognuna ospita due corde. E’ possibile in questo caso regolare altezza e intonazione per coppia di corde.

 

 

 

Fender hardtail bridge

Simile al precedente, questa volta le sellette sono sei, una per corda. E’ tipico della Fender Stratocaster modello hardtail. La particolarità di questa Fender è che non presenta il tipico scasso sul retro del corpo che serve ad ospitare le molle.

 

 

 

Tune-o-matic / Stop tail

E’ il tipico sistema adottato da Gibson. Consiste nella combinazione di due parti: la prima prende il nome di stop tail oppure stop bar ed è una barra metallica ancorata al corpo su due punti sulla quale vengono bloccate le corde che vanno poi al ponte vero e proprio (ABR oppure Nashville) con sei sellette regolabili individualmente per intonazione ma non per altezza che è invece regolabile esclusivamente su due punti alle estremità.

 

 

 

Ponte tremolo (tremolo bridge)

Il ponte tremolo è un particolare tipo di ponte che consente, attraverso una leva, di allentare e in alcuni casi anche di aumentare la tensione delle corde variandone l’intonazione. Rilasciando la leva il ponte torna nella sua posizione originale (o almeno dovrebbe tornare!). La distinzione più importante è tra locking-tremolo dove le code sono bloccate sia sul ponte che sul capotasto e non-locking dove invece le corde non sono bloccate sul ponte e viene utilizzato un capotasto standard. I modelli più noti di non-locking tremolos sono:

 

 

 

Bigsby

Ideato da Paul Bigsby, le corde passano attraverso un cilindro metallico che gira su se stesso tramite una leva controbilanciata da una molla nella sua parte posteriore, per poi appoggiare su un ponte tipo tune-o-matic. Questo ponte può sostituire quindi in modo semplice la stop-tail, cioè il primo elemento del sistema Gibson. L’escursione di questo ponte tremolo è piuttosto limitata se comparata con quella degli altri sistemi.

 

 

 

Fender Six-Screw Vintage-Style ‘Synchronized’ Tremolo

E’ il vero precursore di tutti i ponti tremolo più moderni. Il ponte è assicurato al corpo attraverso sei viti leggermente allentate in modo da permettere il movimento attraverso la leva. Sono presenti delle molle (generalmente tre per scalature di corde .009 o .010, quattro o cinque per scalature superiori) nella parte posteriore per controbilanciare la tensione esercitata dalle corde.

 

 

 

2-Point Synchronized Tremolo Fender / Wilkinson

Più recentemente la produzione Fender Stratocaster ha sostituito il ponte vintage con un altro che non viene avvitato direttamente al body ma appoggia su due punti tassellati direttamente sul legno: in questo modo, se da una parte il sustain è leggermente ridotto in quanto il ponte non appoggia direttamente sul corpo, dall’altra viene garantita una maggiore stabilità e una capacità maggiore di tornare nel punto giusto quando la leva viene lasciata. Questo sistema è utilizzato anche nei ponti Wilkinson.

 

 

 

Floyd Rose

Il funzionamento è simile a quello del ponte Wilkinson e Fender moderno, in quanto il ponte è basculante e poggia su due punti ancorati al body. In questo caso però per garantine una ulteriore stabilità all’accordatura le corde sono bloccate sia sul ponte che al capotasto. L’accordatura avviene attraverso apposite rotelle presenti sul ponte che agisconto su un asse metallico che piegandosi alterano l’intonazione della corda. Questo ponte assicura un’escursione ancora maggiore rispetto ai modelli visti in precedenza, minimizzando la possibilità di scordatura grazie al blocco delle corde.

 

 

 


IL MANICO (NECK)

Il manico della chitarra elettrica viene classificato in base al modo con cui viene accoppiato al corpo. Esistono fondamentalmente tre diverse tecniche utilizzate per unire corpo e manico: bolt-on neck, set-in neck e neck through-body.

 

 

Bolt-on neck

E’ il sistema più semplice ed economico: il manico viene avvitato al corpo. Questo sistema è quello utilizzato da Fender e similari. Grazie a questo sistema risultano molto semplici operazioni di manutenzione e sostituzione del manico, è possibile variare l’angolo di inclinazione del manico rispetto al corpo (nei modelli più recenti di Fender è presente il micro-tilt, una vite a brugola su cui è possibile intervenire direttamente dal retro per variare l’inclinazione). Riproduce una sonorità più chiara e con maggiore attacco, tipica di Fender Stratocaster, Telecaster e similari. Lo svantaggio è una minore propagazione delle vibrazioni tra manico e corpo.

 

 

Set-in neck

Il manico in questo caso non è avvitato ma incollato su un apposito alloggiamento sul corpo. Questo sistema è tipico delle chitarre Gibson e conferisce allo strumento una sonorità più calda e con una trasmissione del suono maggiore tra manico e corpo rispetto al sistema bolt-on. Gli svantaggi riguardano un costo maggiore che tale tecnica richiede e l’impossibilità di variare l’inclinazione del manico rispetto al corpo.

 

 

Neck through body

Questo tipo di costruzione implica l’estensione del pezzo che costituisce il manico per l’intera lunghezza del corpo. Corde, tastiera, ponte e pickups sono tutti montati su questo pezzo. Le parti laterali del corpo sono incollate al pezzo centrale. E’ un sistema molto più complesso e dispendioso dal punto di vista della produzione, utilizzato su strumenti artigianali costosi e comunque molto più utilizzato per i bassi piuttosto che per le chitarre. Questo sistema garantisce la massima trasmissione delle vibrazioni delle corde.


LEGNI

Il manico della chitarra è composto da due parti: il manico vero e proprio e la tastiera dove sono alloggiati i tasti. Per quanto riguarda il manico i legni più utilizzati sono:

 

 

Acero (Maple)

E’ il legno utilizzato da Fender per la costruzione dei manici. E’un legno molto duro e forte, caratterizzato da un suono molto chiaro. L’acero più pregiato può essere Birdseye oppure Flame.

 

 

Mogano (Mahogany)

E’ il legno utilizzato da Gibson. E’ caratterizzato da sonorità molto calde e grosse, opposte rispetto alle sonorità riprodotte dall’acero.

 

 

I legni più comuni utilizzati per le tastiere sono:

 

 

Ebano

E’ un legno durissimo e di colorazione molto scura (in molti casi può apparire come completamente nero). Non necessita di finitura ed è caratterizzato da una sonorità molto chiara e da una suonabilità veloce.

 

 

Palissandro

E’ un legno che non richiede finitura e riproduce una sonorità molto più calda rispetto ad acero e ebano. Ha una suonabilità meno veloce rispetto agli altri due legni. Il palissandro caratterizza gran parte della produzione Fender e la quasi totalità dei modelli Gibson.

 

 

Acero

Ha caratteristiche molto simili all’ebano, ma richiede una finitura in quanto non può essere lasciato grezzo. La finitura può essere lucida oppure satinata. Caratterizza gli strumenti Fender chiamati appunto maple necks.

 

 

 


Profilo del manico (Neck back profile)

Il profilo del manico è la forma con cui questo è sagomato. I profili più comuni sono lo standard a C, il fat ad U, il V-neck con una forma leggermente appuntita nella parte centrale. I nomi con cui vengono descritti i profili dei manici sono moltissimi e da attribuire alle produzioni delle varie marche, che nel corso degli anni hanno cambiato il profilo dei propri manici per andare incontro alle esigenze di un chitarrismo sempre in evoluzione.

 

 

 

 


Parametri della tastiera

La tastiera della chitarra, oltre che dal tipo di legno, è regolata da diversi parametri tra cui il Radius (raggio di curvatura), il numero di tasti e la grandezza dei tasti.

 

 

 

Radius

La tastiera è generalmente curva lungo la sua larghezza. Questa curvatura può essere più o meno accentuata ed il valore che esprime tale curvatura prende il nome di Radius (raggio di curvatura, espresso da un valore in pollici). Lo scopo di tale curvatura è quello di seguire la naturale impostazione della mano. I primi modelli di chitarra elettrica avevano un raggio più pronunciato, per agevolare la diteggiatura degli accordi (le vecchie Fender avevano un raggio di 7.25”). Quando la chitarra è divenuta uno strumento più solista, per agevolare un esecuzione più veloce e l’utilizzo del bending, la tastiera ha assunto raggi di curvatura meno pronunciati (la Fender più moderna ha un radius di 9.5”). Di seguito sono elencati i radius più comuni dei vari modelli di chitarra elettrica.

 

 

 

Una tecnica costruttiva più recente è il cosiddetto compound radius.
Si passa gradualmente da una curvatura più pronunciata all’inizio del manico (compresa generalmente tra 9” e 10”) per agevolare la diteggiatura degli accordi sulle prime posizioni) ad una curvatura meno pronunciata e quindi una tastiera più piatta (compresa tra 14” e 16”) per agevolare le parti soliste e i bendings sui tasti più alti.

 

 

 

 


 

Numero dei tasti (Frets number)

Il numero dei tasti può variare tra 21 (Fender vintage), 22 (Fender moderne e Gibson) e anche 24 (due ottave piene, tipica di strumenti di concezione più moderna e dedicati a generi come hard-rock e metal).

 

 

 

Materiale e misura dei tasti

I tasti sono generalmente costruiti da una lega di nickel e argento oppure possono essere in acciaio inossidabile. I primi tendono a consumarsi molto più rapidamente ma sono di più facile lavorazione, quelli in acciaio durano molto di più ma sono molto più difficili da installare e da lavorare. Nella stragrande maggioranza dei casi le chitarre in commercio montano tasti in nickel-argento. A livello di proprietà sonore, non sono apprezzabili differenze tra i due tipi di tasti.
Per quanto riguarda le dimensioni, questi sono le tipologie più comuni di tasti montati sulle elettriche:

6230: I tasti più piccoli, montati sui vecchi manici Fender
6150: Vintage jumbo. Molto più larghi ma più bassi dei 6230
6105: Modern narrow and tall; attualmente molto utilizzati
6100: Jumbo. I tasti più larghi in commercio
6130: Medium jumbo

La dimensione dei tasti è un fattore del tutto personale: se vuoi che le dita entrino in contatto con il legno della tastiera quando viene premuta una corda, tasti non troppo alti come i 6130, 6150 e 6230 rappresenteranno la scelta ottimale. D’altra parte i tasti jumbo (6100) hanno una suonabilità più semplice con maggior sustain e bending più morbidi perchè non occore premere troppo per far suonare la nota.

 

 

 


Truss rod

Il legno del manico non è abbastanza forte da reggere la tensione provocata dalle corde. E’ per questo che al suo interno viene installata un’anima in acciaio che prende il nome di truss rod. Nel sistema standard adottato da Fender e Gibson, l’anima è ancorata alle due estremita del manico e può essere tirata oppure allentata per compensare la tensione causata dalle corde e fare in modo che il manico resti dritto.

 

 


 

Il Capotasto (Nut)

Il capotasto rappresenta il secondo punto di contatto delle corde, opposto al ponte. I materiali impiegati per la realizzazione dei capotasti sono:

 

 

Osso (Bone)

E’ probabilmente il materiale con le caratteristiche migliori. Conferisce molto volume, un suono molto aperto e agguanta molto bene l’accordatura, specie se periodicamente lubrificato.

 

Micarta, Corian

Sono materiali plastici e rappresentano la scelta più economica e di più facile lavorazione. Assomigliano all’osso come caratteristiche timbriche sebbene non riescano ad eguagliarne in pieno le caratteristiche.

 

Graphite

Molto indicata quando l’uso del tremolo è intensivo in quanto, essendo un materiale auto-lubrificante, garantisce un perfetto scorrimento delle corde.

 

 

 


Le Meccaniche (Machine Head, Tuning Machine, Tuning Keys)

Le meccaniche sono alloggiate sulla paletta (headstock) della chitarra e rappresentano il secondo punto di ancoraggio delle corde opposto al ponte. La corda attraversa un foro presente sull’alberino e poi viene avvolta sullo stesso. Grazie alla meccanica è possibile aumentare o diminuire la tensione delle corde semplicemente girando una chiavetta: incrementando la tensione otteniamo un aumento del pitch (intonazione) della corda; allentando la tensione invece, il pitch della corda si abbassa. E’ cosi che è possibile accordare lo strumento.

 

 

6 in linea, 3+3, 5+2

 

A seconda del tipo di chitarra, le meccaniche possono essere disposte in linea (6 meccaniche allineate tutte sullo stesso lato della paletta), oppure tre per lato come avviene nelle chitarre acustiche. Esistono anche altre disposizioni delle meccaniche: per esempio le Music Man hanno 4 meccaniche sul lato superiore e 2 meccaniche su quello inferiore.

 

 

RATIO

Un parametro importante nelle meccaniche è il Ratio: dal momento che l’alberino ruota su se stesso attraverso un ingranaggio controllato dalla chiavetta, il Ratio è un valore che indica quante volte è necessario girare la chiavetta affinchè l’alberino svolga un giro completo. Più basso è il valore del Ratio e meno sarà necessario girare la chiavetta per ottenere un giro completo dell’alberino; più alto è il suo valore e più sarà necessario ruotare la chiavetta per ottenere un giro completo dell’alberino. Valori di Ratio più alti si traducono quindi in un controllo maggiore per accordare lo strumento.
Le meccaniche moderne hanno un Ratio compreso tra 14:1 e 19:1, che garantisce una precisione maggiore rispetto alle meccaniche vintage il cui Ratio scendeva fino a 11:1

 

 

Meccaniche Autobloccanti (Locking Tuners)

Le meccaniche autobloccanti permettono di migliorare la stabilità dell’accordatura dello strumento e sono particolarmente indicate quando viene intensamente utilizzato il ponte tremolo. In questo tipo di meccaniche è presente, nella parte inferiore, una rotella che spinge un perno chiudendo il foro dell’alberino e stringendo quindi la corda come in una piccola morsa. Per questo motivo non è neccessario avvolgere la corda intorno all’alberino in quanto bloccata dal perno. Si evitano così tutti i problemi di stabilità dovuti all’assestamento delle spire della corda intorno all'alberino, una delle cause maggiori di perdita dell’accordatura.

Andy Paoli

Andy Paoli è diplomato ALCM in Chitarra Moderna presso la University of West London. Titolare e fondatore della scuola di musica Andy's Lab con sede a Livorno, svolge attività di insegnamento da oltre 20 anni in Italia e all'estero.

Sito web: plus.google.com/+AndyPaoli?rel=author Email Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.

 


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